Dopo le "Gocce di mercurio", la naturale prosecuzione dell'esperienza di esplorazione espressiva dovrebbe certamente vertere il suo corso verso l'arsenico o il cianuro: veleni dalla più rapida, letale e demoniaca portata.
Pur tuttavia, in questa nuova raccolta poetica - definita poesia prosastica o prosa poetica - che raccoglie scritti nel periodo Dicembre 2011-Agosto 2012, l'effetto dirompente del veleno si è già manifestato, producendo un’estasi vertiginosa seppur "astratta", lontana dalla quotidiana concretezza di un crescendo naturale e sempre più vicina al sintetico acme dell'esaltazione suprema e irreversibile.
In un susseguirsi di liriche intense e trascendenti, l'autore affronta costantemente i temi della morte, della spiritualità, dell'essere nelle sue sfaccettature più nascoste ed esoteriche e cerca, senza mai nascondere la costante difficoltà, di giungere lentamente ad una cima che non può che provocare un'eterna ed incurabile "Vertigine".
ISBN: 978-1-291-04411-9
Vertigini Astratte è anche il nome del mio blog filosofico-psicologico-esistenzialista.
Parlano di "Vertigni astratte":
