La "nigredo", conosciuta anche come "opera al nero", è la prima e fondamentale fase di ogni processo alchemico. Nel periodo della nigredo, ogni elemento materiale, psichico, spirituale, viene gettato in un luogo di putrefazione, per divenire lentamente parte di un "tutto" nero e indiviso.
Così come il seme, per dare frutto, deve morire e spaccarsi, ogni frammento materiale, per poter contribuire alla Grande Opera, deve prima essere abbandonato alle tenebre del suo sfacelo fisico, affinchè le impurità inizino ad abbandonarlo e l'intima natura degli elementi possa prepararsi per una profonda e successiva purificazione ("albedo").
Questa raccolta poetica è una discesa agli inferi del pensiero: la putrefazione di tutte le volontà creative per il raggiungimento di una conoscenza sempre più profonda e strutturale dell'anima che, nascosta nell'ombra, ne dirige le operazioni. Nelle pagine è ricorrente la parola "notte", perchè proprio di notte, con il favore delle tenebre dell'apparenza, la psiche è spesso libera di abbracciare gli impulsi lunari e iniziare ad esplorarsi sin nelle più spaventose profondità.
In questa "nigredo", si mostrano pertanto le forme, i simboli e le impalcature cognitive che sottendono alla creazione delle immagini "solari". Tuttavia ogni elemento non è esposto in modo seriale, come in una lunga galleria d'immagini, ma piuttosto nella sua imprescindibile relazione con tutti gli altri, come nell'enorme "atanor" della consapevolezza subcosciente.
Citando un testo gnostico di Ermete Trismegisto:
"Parla bene, figlio mio, e comprendi chi è Dio, il mondo, l'animale immortale, l'animale soggetto a dissoluzione, e comprendi che il mondo viene da Dio ed è in Dio, che l'uomo viene dal mondo ed è nel mondo. Il principio, il contenuto, la costituzione di tutte le cose è Dio."
ISBN: 978-1-291-27009-9
Parlano di "Infinita nigredo":
